L'Associazione​ per la Tutela delle Attività Economiche (ATAE) sta promuovendo un'azione di classe contro l'INAIL per il rimborso ai suoi associati del premio pagato negli ultimi 10 anni (2007-16).  Associati per beneficiare dell'azione!

I nostri consulenti stimano che in media ogni contribuente della Gestione Industria dell'INAIL (inclusa ogni impresa del settore industria, artigianato e commercio) abbia corrisposto all’INAIL premi in eccesso di oltre 200% rispetto a quanto dovuto negli ultimi 10 anni. Ciò equivale a circa il 70% del premio corrisposto.

In media stimiamo che ogni contribuente della Gestione Industria abbia titolo per richiedere la quasi totalità di quanto pagato nel periodo 2007-2016. Ad esempio, nel caso di un'azienda che ha regolarmente corrisposto €1.000 di premio ogni anno dal 2007 al 2016, riteniamo che la stessa abbia titolo per rivendicare oltre €9.000, mentre una che ha corrisposto €1 milione all'anno potrà rivendicarne €9 milioni.

Com'è possibile? Ciò si basa sulla stima predisposta dai nostri consulenti dell'equilibrio economico-finanziaio della Gestione Industria e di valutazioni in merito al corretto impiego di parte del suo ingente patrimonio secondo i principi legali di riferimento.

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Perché l'INAIL riceve contributi superiori al suo fabbisogno?

Gli industriali, gli artigiani, i commercianti e altre aziende del terziario pagano un premio alla Gestione Industria dell'INAIL. Secondo Cassazione, il premio ha la funzione "esclusiva" di finanziarne la "spesa effettiva", mentre l'"utile" ne è un fattore estraneo. Ciononostante, ogni anno la Gestione Industria registra un avanzo economico o utile, tanto che a fine 2016 ha registrato un patrimonio netto di circa 32 miliardi, oltre riserve tecniche di 31,7 miliardi.

Inoltre, occorre considerare che il premio viene pagato in base ad una "tariffa" approvata nel 2000. Questa doveva essere aggiornata 3 anni dopo. Nonostante varie leggi ne abbiano previsto l'aggiornamento, non è mai stata aggiornata, proprio perché permette di "fare cassa" allo Stato, in quanto il bilancio dell'INAIL è consolidato nel bilancio statale.

DOCUMENTAZIONE NECESSARIA

Al fine di evitare ogni contestazione degli importi di premio corrisposto, raccomandiamo di ottenere dall'INAIL il dettaglio dei pagamenti effettuati dall'azienda dal 2006 ad oggi, PER ANNO DI COMPETENZA, con specifica del TITOLO DEL PAGAMENTO. Tale documentazione può essere ottenuta in giornata, allo sportello o via email, compatibilmente alla disponibilità della sede competente. 

Azione di classe 

La nostra Associazione intende presentare ricorso nell'interesse dei propri associati ai sensi del decreto legislativo n. 198 del 2009 per il rimborso del premio eccedente rispetto a quanto necessario alla Gestione Industria dell'INAIL per operare nel periodo 2007-16 in equilibrio economico finanziario. 

Equilibrio Economico-Finanziario

L'equilibrio economico-finanziario è il parametro di riferimento fondamentale per la determinazione della tariffa e, quindi, del premio che ogni azienda deve corrispondere.

Ogni gestione dell'INAIL deve operare nel perseguimento e rispetto del proprio equilibrio economico-finanziario. A tal fine, il valore presente della spesa futura per un determinato periodo di riferimento deve essere uguale alla somma del valore presente di tutte le entrate future del medesimo periodo più il valore presente delle riserve o risorse di inizio periodo.

In assenza di trasparenza da parte dell'INAIL in merito all'equilibrio della sua Gestione Industria, i nostri consulenti, inclusi revisori, attuari e avvocati, hanno stimato il suo valore, concludendo che la stessa opera significativamente al di là di quanto necessario per essere in equilibrio.

Chi presenta il ricorso e copre le spese legali?

L'Associazione presenterà il ricorso "a tutela degli interessi dei suoi associati", senza necessità per gli associati di costituirsi parte nella procedura o sostenere ulteriori costi oltre ai contributi associativi.  L'Associazione ha concordato che,  solo nel caso di successo dell'iniziativa, oltre a quanto corrisposto dalla stessa Associazione, i consulenti incaricati trattengano altresì il 10% di qualunque somma recuperata per gli associati.

Quale procedura occorre seguire per un'azione di classe contro l'INAIL?

Il primo passo della procedura è rappresentato dall'invio all'INAIL della diffida ad effettuare, entro il termine di 90 giorni, gli interventi utili alla soddisfazione degli associati.

Solo dopo che sono decorsi 90 giorni senza successo, l'Associazione potrà procedere con ricorso al TAR del Lazio.

Perché il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio e quali sono i benefici?

Perché è quello competente nel caso di azione di classe contro l'INAIL ai sensi del decreto legislativo n. 198 del 2009.

L'azione permette di accertare l'equilibrio economico finanziario della Gestione Industria dell'INAIL in un'unica sede, con beneficio di tutti i contribuenti rappresentati nel ricorso.  L'alternativa è che ogni contribuente faccia ricorso al tribunale provinciale del lavoro in cui è sita la sede INAIL a cui viene corrisposto il premio, sostenendo costi che potrebbero essere molto ingenti per il medesimo accertamento. 

Quali professionisti assistono l'Associazione?

Ai fini del ricorso siamo assistiti da tutte le figure professionali necessarie, inclusi avvocati, attuari, consulenti del lavoro e revisori dei conti.

Può associarsi chiunque paghi un premio all'INAIL?

No. L'azione persegue l'accertamento dell'equilibrio finanziario della Gestione Industria dell'INAIL e non quello delle altre gestioni (ovvero: agricoltura, medici-radiologici, domestici e marittimi).  Pertanto, possono associarsi solo coloro che corrispondono un premio alla Gestione Industria, che oltre agli industriali include: artigiani, commercianti, altri soggetti del terziario, banche e assicurazioni.   

Perché l'INAIL continua a ricevere un premio eccedente rispetto al proprio fabbisogno?

Per soddisfare anche a parte del fabbisogno statale. 

Infatti, l'eccedenza rappresenta una tassazione (illegittima) delle aziende appartenenti alla Gestione Industria, mentre a fine 2016 la stessa deteneva circa €24,7 miliardi in un conto infruttifero (!) di tesoreria unica presso Banca d'Italia e oltre 30 miliardi di risorse non liquide con tassi di rendimento inadeguati a preservarne il valore reale.

Ogni anno il valore delle predette risorse viene eroso dall'inflazione, a danno di coloro che avrebbero dovuto avere la disponibilità  di tali risorse e a solo beneficio della finanza pubblica.

I nostri consulenti stimano che se tali risorse avessero avuto un rendimento almeno pari al tasso di inflazione (per garantirne il valore reale), avrebbero generato circa 10 miliardi nell'ultimo decennio e con un tasso di solo due punti maggiore del tasso di inflazione avrebbero generato circa 20 miliardi.

C'è altro?

Si, molta altra tassazione ingiustificata

Ogni anno l'Inail spende centinaia di milioni di Euro (circa €470 milioni nel 2016) in contributi ad altri enti, inclusi enti dissolti da decenni (ENPI ed ENAOLI) e/o il Fondo Sanitario Nazionale. I nostri consulenti ritengono che questi sono "gravami improri", ovvero tributi che dovrebbero incombere sull'intera collettività  e non solo sui contribuenti della Gestione Industria.  

Vi sono poi gli ingenti crediti verso lo Stato e altre pubbliche amministrazioni senza un rendimento adeguato (ad es. gli anticipi dalla Gestione Industria per finanziare la Gestione per Conto dello Stato). A fine 2016, l'INAIL dichiara un aggregato di circa €6,2 miliardi di crediti verso lo Stato e altre PA, ma non è tutto.  

Bisogna tenere conto che alla Gestione Industria pagano o dovrebbero pagare premio certi enti pubblici, come ad es. comuni e province, e le "municipalizzate" (ovvero società  il cui capitale è detenuto da enti pubblici). Se e nella misura in cui i predetti enti e società non adempiono al proprio obbligo di pagare premio e il rispettivo credito dell'Inail diventa inesigibile (ad es. per prescrizione), il costo della cancellazione o svalutazione di tale credito diviene un costo per i contribuenti privati della Gestione Industria, ma non per altre categorie di lavoratori, come certi professionisti che non pagano un premio Inail o che pagano un premio ad altre gestioni dell'Inail.

Vi sono, inoltre, gli immobili dell'Inail dati in comodato o affitto ad altri enti pubblici, che non pagano un canone di affitto, conseguendone che anche in questo, se e nella misura in cui i crediti dell'Inail vengono cancellati o svalutati, il costo della cancellazione o svalutazione diviene un costo per i contribuenti privati della Gestione Industria.  Ma non finisce qui.

Nonostante la Gestione Industria abbia disponibilità liquide per circa €25 miliardi e vanti inoltre un credito di oltre €32,5 miliardi verso la Gestione Agricoltura, riceve "anticipazioni" dalla Gestione dei Medici Radiologi a cui la Gestione Industria riconosce ogni anno interessi (circa €15 milioni per il 2016). Infine, si segnala che mentre il sistema di finanziamento della Gestione Industria presuppone un tasso di rendimento del 2,5%, risulta che a fine 2016 circa €600 milioni sono "investiti" in mutui ai dipendenti dell'Inail, che corrispondono interessi ad un tasso medio inferiore al 2%.

Che fanno altre associazioni di categoria?

Alcune delle molteplici associazioni che i nostri consulenti hanno contattato hanno detto che non promuovono azioni contro la Pubblica Amministrazione, altre si sono dichiarate in conflitto di interessi, in quanto loro rappresentanti sono coinvolti in organi dell'INAIL e/o parte dei contributi dei loro associati vengono raccolti proprio dall'INAIL, molte altre hanno preso tempo per valutare la questione, senza tuttavia fare seguito. Quante centinaia o migliaia di Euro all'anno la vostra ditta o società spende per essere socio di una di queste associazioni?  La nostra quota associativa ne rappresenta una piccola frazione e, rispetto al premio che dovreste recuperare, una percentuale piccolissima!

Nel promuovere questa azione di classe, la nostra Associazione resta, comunque, aperta a collaborazioni con ogni altra associazione effettivamente interessata a perseguire il miglior interesse dei propri associati e/o dei più deboli. 

Ci sono delle sentenze a supporto di quanto precede?

Si. La Cassazione afferma che il premio ha la funzione esclusiva di finanziamento delle spesa effettiva della gestione di appartenenza e del suo equilibrio finanziario. Pertanto, l'utile d'impresa è un fattore estraneo alle assicurazioni sociali. A dispetto di ciò, tuttavia, in conseguenza dell'utile di ogni anno, a fine 2016 la Gestione Industria ha registrato un avanzo patrimoniale di circa €32 miliardi. Inoltre, secondo la Corte Costituzionale, la tutela previdenziale antinfortunistica assolve la funzione esclusiva di garantire ai beneficiari la sicurezza del soddisfacimento delle necessità  di vita ai sensi dell'art. 38, 2 comma, della costituzione. Non dovrebbe quindi esservi nessuna tassazione. 

Ci sono altri soggetti che offrono questo genere di assistenza?

Non ci risulta.  Le conclusioni dei nostri consulenti si basano su anni di lavoro di un gruppo di professionisti con varie esperienze e specializzazioni, che ritengono che quanto sviluppato non sia replicabile in breve tempo.

CHI SIAMO

La nostra Associazione nasce su impulso di vari imprenditori e professionisti col fine di combattere le ingiustizie e perseguire un mondo migliore, ritenendo che le regole vadano rispettate prima di tutto dallo Stato e che, quindi, qualunque tassazione necessaria a far fronte agli impegni della nazione debba essere conforme non solo al principio di trasparenza, ma anche a tutti gli altri requisiti previsti dalla legge.

Associazione per la Tutela delle Attività Economiche - ATAE

Sede: Via Giudecca 1/5, Mirano (VE) 30035, Italia

Per informazioni: i@atae.it